La Becca di Nona

La Becca di Nona

7 Agosto 2020

La becca di Nona è la montagna che domina Aosta, i suoi 3141 metri di altezza sono un punto di riferimento inconfondibile.

E’ famosa anche per la gara di corsa che si svolge quasi ogni anno, la Aosta-Becca di Nona: i runner partono dal centro di Aosta e raggiungo la vetta della Becca percorrendo 2500 metri di dislivello in tempi record ( circa 1 ora e cinquanta minuti…veramente incredibile!)

Le persone “normali” possono salire in cima partendo da Pila. Raggiunto l’abitato del villaggio, si parcheggia l’auto in frazione Gorraz, poco dopo il tunnel del complesso turistico “Pila 2000”. Sulla piazzetta si trovano le indicazioni per i vari sentieri: quello per la Becca di Nona è il numero 16, tempo stimato per raggiungere la vetta : quattro ore e cinquanta minuti.

Zaino in spalla e via…si parte, sono le 7.30 e siamo a 1830 metri di altitudine.

Il sentiero taglia alcune piste da sci e sale dolcemente nel bosco; incrociamo anche le piste per mountain bike, vi sono vari percorsi a diversi gradi di difficoltà, paradiso per bikers spericolati.

Si arriva alle baite Chamolè, un alpeggio grande, dove troviamo anche una fontana di acqua fresca. Qui il sentiero per la via normale del Monte Emilius và a destra, quello per la becca di Nona a sinistra.

Proseguiamo ancora nel bosco, che è veramente molto pittoresco. Dopo circa un’ora arriviamo in una radura che si affaccia sul vallone di Comboè: è il col Plan Fenêtre, siamo a 2221 metri; la Becca di Nona è li davanti a noi e la piana è bellissima.

 

Purtroppo il sentiero scende di circa 150 metri, una parte della salita fatta finora è annullata…pazienza, Comboè è un luogo così splendido che dimentichiamo anche la fatica.

 

I pastori  che sono nell’alpeggio stanno portando mucche e capre al pascolo,  li salutiamo con un cenno e proseguiamo la nostra salita.

Da qui in poi il sentiero inizia a farsi ripido e sale rapidamente; passiamo tra pini e larici molto grandi, dai rami contorti, chissà quanti anni hanno…

Continuiamo a salire, arriviamo in un’altra piana, di origine glaciale, Plan Valè.

La Becca di Nona e il monte Emilius sono sempre più vicini, anche se la salita più lunga e ripida deve ancora iniziare.

In fondo alla piana c’è il col Carrel e il bivacco Federigo, ai piedi della via alpinistica ferrata che sale sull’Emilius; guardando con attenzione si vede anche il ponte tibetano che collega due picchi rocciosi lungo la ferrata, da brivido!

Il sentiero per la Becca sale sulla sinistra, per il bivacco Federigo invece si prosegue dritto.

 

La salita continua, il sentiero è sempre bene segnato e procede a zigzag lungo la parete sud della montagna.

Se si guarda la Becca di Nona dal lato Nord, quello affacciato su Aosta, il monte appare roccioso e piuttosto scosceso; il lato sud invece è erboso quasi fino alla cima, solo gli ultimi cento- centocinquanta metri sono rocciosi, il sentiero quindi non è difficoltoso.

Salendo il panorama si fà sempre più bello, pian piano iniziano ad apparire molte vette, ghiacciai e vallate, splendido!

 

Umberto ha un passo più veloce quindi mi precede di circa 10 minuti; quando inizia la parte rocciosa vengo raggiunta e superata da un ragazzo che è partito da Aosta, stanco ma ha ancora forza da vendere…proseguo ammirando il suo passo veloce.

Umberto nel frattempo ha quasi raggiunto due persone che lo precedevano, con il suo passo regolare sta andando alla grande. E io?? Beh per ora direi che mi difendo bene, procedo senza problemi e senza cedere alla fatica, ormai la vetta è vicina!!

Continuo a salire ma non vedo più nessuno…credo siano arrivati tutti in cima, davanti a me uno sperone roccioso mi fa  intuire che manca davvero poco…e infatti ecco che appare Umberto che mi saluta e mi dice:”dai che ci sei, pochi passi ed è fatta”!!

Io presa dall’entusiasmo accelero l’andatura e finalmente  entrambi  abbiamo raggiunto la meta! Siamo a 3141 metri, Umberto è arrivato in tre ore e cinquanta minuti, io in quattro ore e cinque minuti, un’ora in meno del previsto! Evviva!!

 

Tutta la fatica è ripagata del panorama, le grandi vette della Val d’Aosta sono davanti ai nostri occhi: Emilius, Gran Paradiso, Grivola, Rutor,  il gruppo del monte Bianco, Gran Combin, Cervino, il gruppo del monte Rosa, la piana di Aosta…fantastico, incantevole!!

 

 

 

 

Ai piedi della Becca un bel laghetto dallo splendido colore.

 

La vetta non è molto grande, c’è una Madonnina che accoglie chi arriva quassù; dividiamo lo spazio disponibile con le persone che abbiamo incontrato durante la salita, ci rifocilliamo e cerchiamo di recuperare un po’di energie per la discesa.

La temperature è ottima, non c’è vento e il cielo è terso, senza nuvole, davvero tutto perfetto!

Dopo circa un’ora iniziamo la discesa, continuando ad ammirare il panorama.

Ripercorriamo lo stesso tragitto dell’andata, incontriamo parecchie persone che stanno salendo, sicuramente il caldo del mezzogiorno non aiuta.

Arrivati a Plan Valè ci fermiamo e facciamo un altro spuntino, ci godiamo ancora un attimo la meraviglia di questo luogo.

 

Poi ripartiamo e arrivati a Comboè facciamo scorta d’acqua nella bella fontana vicino all’alpeggio. Abbiamo bevuto un litro di thè e due litri di acqua ma certamente abbiamo ancora bisogno di idratarci.

Arriviamo al parcheggio di Pila verso le 16.30, stanchi ma felici, veramente felici! Questa escursione è splendida anche se piuttosto lunga e faticosa, arrivare in cima è stata una grande soddisfazione!

 

Ciao! a presto!

 

 

 

 

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