Risin e Kellingin

Risin e Kellingin

28 Luglio 2019

Oggi e domani per le Farøe sono un giorno speciale, è festa nazionale, la festa di Saint Olaf’s, meglio conosciuta come Ólavsøka.

E’ il più importante festival estivo e celebra la morte di Olaf De Holy, Re di Norvegia, avvenuta in una battaglia il 29 Luglio 1030. Come segno di tributo ai Norvegiesi, i Faroesi festeggiano tutt’oggi questa data.

Le manifestazioni, balli, canti, parate, gare sportive, concerti avvengono tutte nella capitale Torshavn, dove la maggior parte dei cittadini e turisti convergono per l’occasione.

Noi abbiamo deciso di non partecipare, siamo a circa 70 Km, quindi non proprio vicino e considerando il caos che ci sarà preferiamo goderci ancora un giorno lontano da folla e traffico.

Così siamo andati al villaggio di Eiði, a una quindicina di chilometri da Gjógv, la nostra base.

La strada è molto panoramica, una strada di montagna abbastanza stretta ma con le consuete piazzole di rientro.

Quando si arriva al passo e si scende verso Eiði, si può ammirare il grande lago artificiale Eiðisvatn, che sembra incastonato tra mari e monti, un effetto davvero particolare.

Altro particolare da ammirare sono i due scogli Risin e Kellingin , che abbiamo visto da lontano la prima volta dal villaggio di Tjørnuvik, la seconda ieri dalla valle di Ambadalur. Qui sono molto più vicini e sono bellissimi!

Dopo alcuni altri tornanti ecco il villaggio, a ridosso del monte Eiðiskollur, alto trecentotrentotto metri e che è proprio davanti ai due famosi scogli.

Facciamo un giro per il paese, anche lungo le sponde del laghetto, nei pressi del grande campeggio. Eiði è famoso per avere il campo da calcio più esposto ai venti di tutto il mondo!

Poi cerchiamo di individuare se c’è un sentiero che in qualche modo ci permetta di vedere più da vicino Risin e Kellingin.

Come sempre nessuna indicazione, puntiamo verso la parte alta del paese, forse salendo sul monte Eiðiskollur si possono ammirare dall’alto. Un signore in un giardino ci indica di andare verso sinistra e salire…peccato che del sentiero non ci sia nessuna traccia. Vagando un po’ a buon senso e puntando verso destra finalmente troviamo la via molto ben segnalata, esattamente dalla parte opposta rispetto a quanto il simpatico signore ci aveva indicato!

Và beh, poco male, trovato il sentiero è tutto più semplice.

Si sale abbastanza rapidamente, l’ultimo tratto è davvero ripido ma per fortuna non troppo lungo.

Arrivati in cima c’è un pianoro che sale ancora leggermente. Percorriamo la cresta, bellissima la vista su Tjørnuvik e le montagne che lo circondano.

Poi, finalmente ecco Risin e Kellingin, semplicemente due rocce nell’oceano ma con un fascino incredibile! Bellissimo poterle ammirare così da vicino, siamo in cima alla scogliera che precipita verticale verso il mare, dall’alto si gode di una posizione privilegiata anche se da brivido!!

Proseguiamo fino al fondo di questo altipiano che è la vetta del monte, ci sono i resti di alcune torrette della Seconda Guerra Mondiale.

Osserviamo da tutte le angolazioni le due rocce e il paesaggio intorno, questo monte non è molto alto ma il panorama è spettacolare. Vale assolutamente la pena salire fin quassù!

Ci sediamo su una roccia e mangiamo il nostro spuntino per pranzo, la location è davvero magnifica e c’è una pace meravigliosa!

Nel primo pomeriggio scendiamo, in paese vediamo un termometro che segna la temperatura: venticinque gradi al sole! Probabilmente un caldo così qui non si è mai sentito!

Tornati a Gjógv andiamo a fare merenda nel nostro ormai consueto bar, oggi c’è pochissima gente ( sono tutti al festival) e si stà meravigliosamente bene; ci sediamo in terrazza e ci godiamo il sole e un buon waffle.

Scendiamo poi fino al mare a salutare i nostri amici Puffin, paperelle e company.

Torniamo alla guesthouse in tempo per una doccia e poi a cena: stasera è a buffet, ci sono tante cose buone, una parte di piatti freddi quasi tutti a base di pesce tra cui le aringhe in agrodolce, il merluzzo secco a scaglie servito con patate bollite e un pesce crudo che onestamente non siamo riusciti a mangiare perchè il sapore era veramente troppo forte, al confronto l’aringa era delicata!

I piatti caldi erano agnello arrosto, salmone al forno, spezzatino in salsa con verdure, terrina di fegato, purè di patate.

E per finire crema di riso con salsa alle ciliegie tiepida e  crema con biscotti e composta di prugne.

Tutto molto buono!

La serata è tiepida e c’è una bella luce, facciamo ancora due passi e poi a nanna.

Buonanotte, a domani!

 

No Comments

Post A Comment